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Marco Novarese

Letture consigliate

- Armi, acciaio e malattie di Jared Diamond

- Il castello dei destini incrociati e La Taverna dei destini incrociati di Italo Calvino

- Giocati dal Caso di Nassim Nicholas Taleb


Armi, acciaio e malattie di Jared Diamond (Einaudi, Torino, 1998)

Perchè alcuni popoli sono più ricchi e sviluppati di altri?
Nel libro: "Armi, acciaio e malattia" (Einaudi, Torino, 1998), Jared Diamond prova a rispondere a questa domanda e per farlo torna indietro nel tempo e analizza gli ultimi tredicimila anni di storia del pianeta.
La risposta può essere, semplicemente: alcuni popoli sono superiori agli altri? Assolutamente no. Si può invece dire: alcuni popoli sono più fortunati di altri. Diamond mostra infatti - in maniera convincente, chiara e con rigorosità e scrupolo scientifico -come una serie di condizioni climatiche, ambientali, geografiche e storiche abbiano favorito il continente euroasiatico. E' qui che sono nate e si sono sviluppati l'agricoltura e l'allevamento (cioè le prime tecnologie). La possibilità di godere di un surplus alimentare (impossibile per una società di cacciatori non stanziali) ha permesso ad 
alcuni individui di avere il tempo di pensare e quindi di sviluppare altra conoscenza e cultura. L'allevamento - oltre a permettere di avere proteine con facilità, di avere una forza motrice per l'agricoltura, armi per le guerre - offre anche un altro elemento, che si rivelerà decisivo per la conquista dei nuovi mondi: le malattie (tutte originatesi dal rapporto uomo-animale).
Il libro è scritto molto bene. Offre un quadro interdisciplinare e consente inoltre di comprendere il funzionamento dell'idea di evoluzione naturale (sovente male interpretata e spiegata).


Il castello dei destini incrociati e La Taverna dei destini incrociati di Italo Calvino

Sono due romanzi brevi costruiti in maniera molto simile. Un gruppo di persone si ritrova in un castello/taverna dopo aver attraversato una foresta. I personaggi si accorgono di aver perso la voce. Non hanno persò, però, la voglia di raccontarsi, di narrare la propria storia. Per farlo utilizzano i tarocchi, disponendo le carte in seguenza. Una volta che una carta è sul tavolo, non può essere rimossa, ma può entrare in una nuova storia (del resto i racconti procedono in parallelo, con i vari personaggi che si contendono l'attenzione) grazie all'incrocio delle carte e delle trame. Alla fine, tutti i tarocchi sono sul tavolo, a formare una figura che racchiude tante storie.

Alcuni personaggi sono inventati, altri sono presi dalla letteratura o dalla tradizione.

Si tratta quindi di un'idea che potrebbe essere utilizzata per raccontare altre storie, altre situazioni e che Calvino propone, nei due racconti, utilizzando diversi tipi di tarocchi.

Da un lato si tratta di un esercizio narrativo e stilistico (e di una prova di cultura!): riuscire ad incrociare storie (ma anche narrarle utilizzando uno stile che si adatti al tipo e all'epoca del mazzo utilizzato), rispettando alcune regole che l'autore si è imposto.

Dall'altro però, proprio per come è costruito si presta ad una lettura simbolica:

- il destino dei personaggi (il modo in cui la propria storia può essere raccontata ... cioè, essendo un romanzo: vissuta) è legato a due cose: le carte disponibili (che definiscono la storia che si può vivere), la sequenza di carte già disoste sul tavolo, ovvero: il percorso, già in parte segnato dagli altri.
Però: una stessa carta (e una stessa sequenza) può assumere significati diversi a seconda di chi la propone, anche perchè i presenti attribuiscono un valore alla carta in base alla persona, al suo aspetto, ai suoi abiti ...

A volte il racconto diventa quasi gioco di parole, i suoni, lo stile, la scrittura, le parole sembrano prendere il sopravvento sul contenuto, sembra allora quasi perdersi il significato, la sostanza ... ma …è veramente così? o non è piuttosto un modo per esaltare e portare all’estremo il significato del mondo, almeno di questo mondo immaginario, che è fatto di parole scritte e immaginate, di storie raccontate e ascoltate …

... almeno per lo scrittore il mondo, del resto, è questo, come spiega lo stesso Calvino, nella Taverna, raccontando -tra le altre - la storia lo scrittore, cioè di se stesso …


Giocati dal Caso di Nassim Nicholas Taleb

Quanto conta il caso nel determinare il successo di una persona? di un uomo d'affari o, soprattutto, di un trader? e quanto le persone sono in grado di comprendere di valutare il ruolo del caso?
Realtà e conoscenza scientifica, filosofia e statistica si intrecciano in questo libro il cui messaggio è: attenzione i successi che hai ottenuto (soprattutto se sei un investitore in borsa) possono essere frutto del caso, nella maggior parte delle situazioni è così, cerca di rendertene conto, perché presto potrebbe arrivare un rovescio … oggi sei fortunato e vincente, vincente perché fortunato, più che bravo. Un rovesciamento delle tue fortune, domani, ti dimostrerà che non eri bravo, ma solo fortunato!

Taleb è un trader e un libero pensatore, esperto di decisioni e di rischio.

In questo libro espone la sua filosofia, e celebra se stesso, le proprie virtù, la propria onestà e intelligenza, la propria cultura classica

La tesi è interessante e in buona parte sicuramente vera. Il ruolo del caso è sistematicamente dimenticato, soprattutto da parte di chi ha successo (chi è sfortunato, probabilmente, tende a giustificare i propri insuccessi con la sfortuna). Molte persone sono giudicate abili perché hanno guadagnato, ma non necessariamente hanno guadagnato perché sono abili.

Il succo del libro può essere questo.

Immaginiamo di dover giocare ad un gioco causale che nel 99% dei casi ci attribuisce un premio relativamente basso. Nell'1% dei casi il gioco ci impone però una perdita altissima.
La teoria delle probabilità (la legge dei grandi numeri) ci dice che anche un evento con una probabilità dell'1%, ripetendo tantissime volte la prova, si verificherà. Se noi accettiamo di giocare a questo, vinceremo (relativamente poco) per tante mani. Potrebbe bastare un turno sfortunato (che alla lunga capiterà, è questa la legge dei grandi numeri) per farci perdere e mandarci in rovina.
Questa metafora ci insegna che tutto può accadere, o meglio, che anche eventi ritenuti assolutamente impossibili si sono verificati. Le regole del mondo cambiano, è difficile sapere esattamente la probabilità di un evento. Non per questo dobbiamo però trascurarlo. Quindi è necessario coprirsi da queste situazioni … ed è addirittura possibile pensare di guadagnare dagli eventi impossibili, scommettendo sul loro avverarsi.

Per quale motivo il caso ha un ruolo così importante nel determinare gli eventi? Uno dei fattori che sicuramente rende difficile prevedere stabilmente il funzionamento del mondo è la complessità. Negli ultimi anni questo concetto è stato analizzato da varie prospettive che hanno messo in luce la forte interdipendenza tra attori e ambiente, in moltissimi ambiti. E' celebre l'esempio del temporale scatenato, ad esempio in Italia, dal battito di ali di una farfalla nel pacifico. Anche a livello sociale ed economico esistono meccanismi simili, che rendono molto difficile, forse impossibile, capire la realtà e, soprattutto, prevedere il futuro (troppi dati necessari). Allora parliamo di caso, per indicare la nostra ignoranza.

Operare in questo modo è però assolutamente contro intuitivo. Gli esseri umani non sono capaci di ragionare razionalmente quando devono utilizzare concetti statistici e non riescono quindi a comprendere adeguatamente il funzionamento del caso. C'è, al contrario, la tendenza a cercare e a dare spiegazioni. a tracciare relazioni di causa ed effetto che nella maggior parte dei casi sono spurie.
In una celebre ricerca condotta dallo psicologo Skinner (nell'ambito di una serie di studi sul condizionamento) anche i piccioni mostrarono una tendenza analoga. Questi animali, chiusi in una gabbia, si confrontavano con un meccanismo che distribuiva cibo, a intervalli di tempo irregolari. Non comprendendo che il premio veniva assegnato in modo casuale, i piccioni ripetevano l'ultimo movimento fatto prima di ottenere il cibo, svilupparono cioè un comportamento superstizioso, associando un dato gesto ad un risultato positivo (questo esempio dovrebbe dimostrare che la tendenza alla superstizione è propria di molti essere viventi, e quindi anche degli umani).

In generale, quindi è difficile riconoscere il messaggio vero dal rumore di fondo. E' difficile cioè riconoscere le tendenze e la realtà e distinguerle dal caso e dal rumore.

Si può, poi, dimostrare (sempre in base a leggi statistiche) che anche in una popolazione di investitori incompetenti, se ci sono tante persone coinvolte e se il risultato dipende dal caso. Un esempio (o un modello) di questa situazione è una popolazione di investitori che ha il 20% di probabilità di ottenere profitti e l'80% di probabilità di perdere; si tratta, evidentemente di investitori poco capaci, che hanno una probabilità bassa di guadagnare. Immaginiamo che chi perde fallisce ed esce dal mercato (vale la regola della società americana).
Se gli investitori di partenza sono tantissimi, anche dopo tanti turni, ne avremo un numero elevato in vita (immaginiamo siano 1 milione; dopo il primo turno ne rimangono in vita circa due centomila; al secondo turno ne rimangono ancora il venti per cento cioè quarantamila …).
Uscendo dal modello, se nel mondo ci sono i bravi e i fortunati, il fatto che un investitore sia sopravvissuto a lungo non è un indizio sicuro della sua capacità. Al prossimo turno potrebbe essere lui ad essere buttato fuori!
La storia la fanno i vincenti però. Dei perdenti non rimane traccia, sono invisibili. Il rumore dei vincenti copre la loro voce.

La filosofia (popperiana) di fondo del libro è semplice: la conoscenza umana è fallace. Non possiamo dedurre con certezza nulla dal passato. Aver visto sempre cigni bianchi può solo farci dire che esistono cigni bianchi, ma non che tutti i cigni sono bianchi. Basta un cigno nero (l'evento improbabile) a smontare la nostra teoria.
La path-dependence, che Taleb stesso richiama nel finale del libro, può modificare le cose. Proprio perché la storia la fanno i vincitori e sono loro sovente a porre le regole, chi vince, per caso, all'inizio, può venire a trovarsi in una posizione imbattibile, anche dal caso.

 

 

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